E venne finalmente il giorno del Soratte! Maestoso e fiero già ammiccava invitante, con il suo sguardo, lungi e dall’alto della sua più elevata cima, ora benigno e sereno, ora arcigno a contestare … l’ingiustificata e prolungata assenza del Tiburzi.
Ma lui lì, con i suoi 693 metri di altezza soltanto, proiettati nella luce azzurra del cielo, così sorgente, dal centro di una vasta pianura, con i suoi cinque rilievi a guisa di placche ossee di schiena di Stegosauro, incuteva un certo ben più ampio timore… e malcelava le sue gioie ed i segreti della montagna! I suoi magri, bianchi e superbi pinnacoli dolomitici, ove turbinano imperterriti, incontrastati venti di tramontana, che franchi di ripari, spruzzano gelidi fiocchi di neve dall’Est, là, ove l’uomo antico pose i suoi templi e convisse felice accanto ai suoi Dei, Aplu Tinia Menerva Uni.
Finché un uomo venuto dal sud varcò la porta con inganno e si appropriò di tutti i valori dell’amicizia. In un baleno tutti sogni volarono in cielo. Solo il tempo riconsegnò gli erti colli al silenzio ed alla solitudine, alla Casaccia dei Ladri, al quadraro delle aquile, all’Eremo di S.Silvestro e di S.Lucia, alle Carbonare, ed ai suoi Meri”, che sprofondano i colori del cielo nel cuore del monte, che dalla sua anima sussurra tutta la sua storia.
A lato il LINK con le solite note tiburziane e le foto!


LA SFIDA E' APERTA
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MA...,
DURANTE L'ESCURSIONE CHE TEMPO
FARA' ??
