Caratteristiche:
- Tipo: naturalistico/archeologico/geologico
- Lunghezza: circa 10 km ( Solo Corviano ~6Km)
- Tempo percorrenza: 5 ore (compresa sosta pranzo e fase preparatoria)
- Difficoltà: medio-facile
- Ambiente: noccioleti, bosco, rocce e resti archeologici
- Localizzazione: Bomarzo (VT)
Percorso:
- Fase preparatoria: poichè il giro non è circolare occorre
portare prima una o due macchine al casolare in cui termina l’escursione
(per riportare poi gli altri all’inizio della stessa, dove si lasciano le
altre macchine).
- Partenza: Si esce dalla superstrada
Viterbo-Orte allo svincolo di Bomarzo in direzione Bomarzo; appena
passato il ponte sulla superstrada c’è un quadrivio in cui
occorre prendere a sinistra (praticamente tornando indietro a fianco
della superstrada) nella strada SP 151-Ortana; al km 12,800 circa si
prende la strada sterrata a destra - Strada della Sterpeta - e la
si segue per circa 2,5 km (all’inizio fa una curva a sinistra che
quasi ritorna indietro) in direzione Casale Bannella; in uno spiazzo in
discesa sulla destra (vicino a un attrezzo agricolo) si lasciano le
auto (v. fase preparatoria) e si prosegue a piedi.
Escursione a piedi:
- Si percorre la strada che scende verso il bosco per circa 500 metri fino
ad un bivio; lo si prende a sinistra e ci si inoltra in un noccioleto molto
vasto (e apparentemente curato per la presenza di tubi di irrigazione) e
con vista su diversi massi "erratici" coperti di muschio in alcuni dei quali
sono state addossate casupole, fino ad arrivare ad un grosso masso sulla
destra dietro il quale vi è la fattoria (un pò malmessa) del noccioleto
andando verso la quale si incontra inaspettato il masso del predicatore
(grande masso con gradini scalpellati in epoca preistorica). Tutt’intorno
il panorama presenta tanti altri massi in un ambiente che in inverno è dominato
dai colori del muschio verdissimo.
FOTO 1. Massi "erratici" FOTO 2. Masso del Predicatore
- Si continua sullo stradello (in vista lontana e di fronte ad alte rocce
che costituiscono la nostra mèta) scendendo sulla destra verso il bordo
del bosco di Malano (in cui è opportuno non inoltrarsi in quanto intricato)
seguendone il ciglio sulla destra fino a intercettare una carraia vicino
ad un fosso con cascatella che ad un certo punto la strada supera, già ormai
nelle vicinanze delle rocce, ma ancora abbastanza in basso.
- Si può seguire la strada o (come abbiamo fatto noi) andare più diretti
verso la base delle rocce attraverso la macchia con minore cammino, ma più
faticoso per le salite (in alcuni tratti si sono usate le corde anche a
causa del fango scivoloso).
- Si giunge alla base delle rocce in mezzo alle quali ci si introduce per
ripido sentiero in un ambiente molto suggestivo per la presenza di molte
felci di diversa specie, muschi e vegetazione varia (edere, rampicanti,
alberi, ecc.).
- Seguendo il sentiero si arriva a costeggiare a sinistra, per almeno 150
metri, una parete di roccia altissima e molto interessante che costituisce
un muro di difesa naturale (anche se ritoccato dalla mano di uomini) con
a destra vista sulla valle sottostante.
FOTO 3. Sentieri di Felci FOTO 4. Alte pareti di roccia
- Terminato il costeggiamento si sale per una carraia sull’altopiano che
sta sopra le rocce fino ad un bivio (con cartello segnaletico di Corviano)
che si prende a sinistra, giungendo dopo qualche centinaio di metri ai resti
delle belle mura medioevali, su basamento precedente etrusco, del castello
di Corviano.
- Proseguendo oltre il castello e camminando avendo a sinistra il ciglio
delle rocce (che costituiscono il muro precedentemente descritto al punto
5) si possono visitare almeno 5 o 6 grotte preistoriche molto interessanti,
scavate nella roccia e affacciantesi sullo strapiombo (con interni a più
stanze, colonne di sostegno, sedili intagliati e finestre).
FOTO 5. Mura del castello FOTO 6. Grotta Preistorica
- Proseguendo nella stessa direzione (quindi costeggiando il ciglio dello
strapiombo con belle viste) si giunge ai resti di una basilica medioevale
vicina ad una necropoli scavata nelle rocce, dove si può sostare per il
pranzo di ristoro sui massi delle rovine.
FOTO 7. Grotta preistorica FOTO 8. Resti della Basilica
- Si continua ancora lungo un sentiero che ben presto diventa largo, con
fondo di roccia che costituisce l’antica strada etrusca (ovviamente in parte
spianata all’epoca di questo insediamento), in un ambiente dalla ricca e
varia natura; praticamente questa via costeggia il fosso del Martelluzzo
e sbuca in una strada sterrata che, se presa a destra sale come indicano
i segnali di nuovo a Corviano (fino al bivio di cui al punto 6); si prende
invece la strada a sinistra in discesa e poco dopo si guada il Martelluzzo
arrivando al bel casale in tufo (con annessa una verdeggiante tagliata etrusca)
dove si sono lasciate alcune macchine per portare gli autisti a riprendere
quelle lasciate alla partenza.
FOTO 9. Resti della Necropoli FOTO 10. Strada Etrusca
N.B. Poiché il giro può essere reso più facile
limitandolo alla sola salita a Corviano (alternativa utilizzata il
19 Ottobre 08, recuperata in extremis con una discesa aggiuntiva tra
noccioleti verso la Selva di Malano), si continua (v. fase
Partenza) sulla strada Ortana fino al km 12,900, ove si gira sulla
destra (esiste prima un cartello con indicazione " Contrada Fornacchia
- Strada vicinale Santarello " poi" Contrada Fornacchia -
Strada del fico" . Le si percorrono per circa 3 km. fino
all'ultimo casale, ben guidati da un paio di cartelli con su
scritto Corviano.
BY G.CALIUMI - GRUPPO TREKKING TIBURZI.