Caratteristiche:

Percorso:

Escursione a piedi:

  1. Si percorre la strada che scende verso il bosco per circa 500 metri fino ad un bivio; lo si prende a sinistra e ci si inoltra in un noccioleto molto vasto (e apparentemente curato per la presenza di tubi di irrigazione) e con vista su diversi massi "erratici" coperti di muschio in alcuni dei quali sono state addossate casupole, fino ad arrivare ad un grosso masso sulla destra dietro il quale vi è la fattoria (un pò malmessa) del noccioleto andando verso la quale si incontra inaspettato il masso del predicatore (grande masso con gradini scalpellati in epoca preistorica). Tutt’intorno il panorama presenta tanti altri massi in un ambiente che in inverno è dominato dai colori del muschio verdissimo.
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    FOTO 1. Massi "erratici"            FOTO 2. Masso del Predicatore
  2. Si continua sullo stradello (in vista lontana e di fronte ad alte rocce che costituiscono la nostra mèta) scendendo sulla destra verso il bordo del bosco di Malano (in cui è opportuno non inoltrarsi in quanto intricato) seguendone il ciglio sulla destra fino a intercettare una carraia vicino ad un fosso con cascatella che ad un certo punto la strada supera, già ormai nelle vicinanze delle rocce, ma ancora abbastanza in basso.
  3. Si può seguire la strada o (come abbiamo fatto noi) andare più diretti verso la base delle rocce attraverso la macchia con minore cammino, ma più faticoso per le salite (in alcuni tratti si sono usate le corde anche a causa del fango scivoloso).
  4. Si giunge alla base delle rocce in mezzo alle quali ci si introduce per ripido sentiero in un ambiente molto suggestivo per la presenza di molte felci di diversa specie, muschi e vegetazione varia (edere, rampicanti, alberi, ecc.).
  5. Seguendo il sentiero si arriva a costeggiare a sinistra, per almeno 150 metri, una parete di roccia altissima e molto interessante che costituisce un muro di difesa naturale (anche se ritoccato dalla mano di uomini) con a destra vista sulla valle sottostante.
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    FOTO 3. Sentieri di Felci            FOTO 4. Alte pareti di roccia
  6. Terminato il costeggiamento si sale per una carraia sull’altopiano che sta sopra le rocce fino ad un bivio (con cartello segnaletico di Corviano) che si prende a sinistra, giungendo dopo qualche centinaio di metri ai resti delle belle mura medioevali, su basamento precedente etrusco, del castello di Corviano.
  7. Proseguendo oltre il castello e camminando avendo a sinistra il ciglio delle rocce (che costituiscono il muro precedentemente descritto al punto 5) si possono visitare almeno 5 o 6 grotte preistoriche molto interessanti, scavate nella roccia e affacciantesi sullo strapiombo (con interni a più stanze, colonne di sostegno, sedili intagliati e finestre).
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    FOTO 5. Mura del castello            FOTO 6. Grotta Preistorica
  8. Proseguendo nella stessa direzione (quindi costeggiando il ciglio dello strapiombo con belle viste) si giunge ai resti di una basilica medioevale vicina ad una necropoli scavata nelle rocce, dove si può sostare per il pranzo di ristoro sui massi delle rovine.
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    FOTO 7. Grotta preistorica            FOTO 8. Resti della Basilica
  9. Si continua ancora lungo un sentiero che ben presto diventa largo, con fondo di roccia che costituisce l’antica strada etrusca (ovviamente in parte spianata all’epoca di questo insediamento), in un ambiente dalla ricca e varia natura; praticamente questa via costeggia il fosso del Martelluzzo e sbuca in una strada sterrata che, se presa a destra sale come indicano i segnali di nuovo a Corviano (fino al bivio di cui al punto 6); si prende invece la strada a sinistra in discesa e poco dopo si guada il Martelluzzo arrivando al bel casale in tufo (con annessa una verdeggiante tagliata etrusca) dove si sono lasciate alcune macchine per portare gli autisti a riprendere quelle lasciate alla partenza.
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    FOTO 9. Resti della Necropoli            FOTO 10. Strada Etrusca

N.B. Poiché il giro può essere reso più facile limitandolo alla sola salita a Corviano (alternativa utilizzata il 19 Ottobre 08, recuperata in extremis con una discesa aggiuntiva tra noccioleti verso la Selva di Malano), si continua (v. fase Partenza) sulla strada Ortana fino al km 12,900, ove si gira sulla destra (esiste prima un cartello con indicazione " Contrada Fornacchia - Strada vicinale Santarello " poi" Contrada Fornacchia - Strada del fico" . Le si percorrono per circa  3 km. fino all'ultimo  casale, ben guidati da un paio di cartelli con su scritto Corviano.

    BY G.CALIUMI - GRUPPO TREKKING TIBURZI.

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